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Davide Ricotti Rapture Pro team

Ciao, mi chiamo Davide Ricotti e sono nato a Stradella (PV) nel 1964. Ho iniziato a pescare da bambino, con la canna fissa e il galleggiante, durante i fine settimana con la mia famiglia. Le prime prede erano persici-sole e pesci-gatto, ma... vedendo i pesci più grandi che li inseguivano per mangiarli, ho presto deciso di cambiare tipo di pesca e, poco a poco, il gioco è diventato passione. Il mulinello non mi serviva più per recuperare le prede, ma per lanciare un’esca artificiale per cercare di catturare proprio quei predatori.

Sono passati più di 25 anni da allora, e io continuo a lanciare artificiali, sia dalla riva che dalla barca, a trote nei piccoli riali così come nel Po, cercando aspi, luciperca e siluro. Durante tutto questo tempo ho condiviso le mie teorie e conoscenze con molti pescatori e dopo ogni conversazione il mio bagaglio tecnico si è fatto via via più pesante. Non è solo la passione, è il desiderio di provare sempre qualcosa di nuovo, che mi faccia diventare un pescatore sempre più bravo.

Roberto Cazzola, espertissimo pescatore, mi ha trasmesso tante cose, ad esempio a capire la vera potenza di una canna e i diversi tipi di azione. Roberto Trabucco, pescatore di classe mondiale, anzi, più volte campione del mondo, mi ha dato l’opportunità di entrare nella sua organizzazione e di condividere la mia esperienza e la mia conoscenza dei predatori con il suo team, permettendomi di dare un personale contributo allo sviluppo delle canne Rapture. L’intensa esperienza delle fiere internazionali, come testimonial per il marchio, mi ha dato, a partire dal 2008, modo di ampliare le mie conoscenze e confrontarmi con un pubblico molto vasto e attento. A settembre 2011 ho collaborato con la nazionale ungherese, che gareggiava con i colori RAPTURE e si è rivelata vincitrice dei giochi mondiali della pesca sul Po in provincia di Parma.

Da qualche tempo, inoltre, collaboro con la rivista Pescare On-line, dove racconto le mie esperienze di pesca e, soprattutto, come si comportano “sul campo” le attrezzature.

Che altro dire? Sono membro dello Spinning Club Italia, un’associazione molto attenta all’ambiente e che predica, senza isterismi, la pratica del catch and release. Con lo S.C.I. e l’aiuto di tanti amici ho organizzato giornate e raduni di pesca (in collaborazione con la Provincia di Pavia) mirati all’avvicinamento dei giovani alla pesca come veicolo di conoscenza dell’ambiente.

 



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